CARAIBICI
Disciplina
Coordinatori Settore
Marco Lopez e Claudio Martinelli
CARAIBICI
E’ di fondamentale importanza conoscere la funzione storica delle danze
caraibiche che, senza ombra di dubbio, sono forse la massima concretizzazione
del concetto di danza attraverso i tempi.
E’ proprio attraverso il tempo che deve essere analizzata la danza: la danza è
cultura, è la storia dei popoli, vi si leggono usi e costumi, date e periodi,
civiltà e tradizioni ben precise e definite.
La danza è sicuramente un rito, un concentrato denso di cultura e di tradizioni
ormai radicate in millenni che si perdono nella notte dei tempi.
E’ nella civiltà tribale che emerge la danza come elemento insostituibile e di
importanza vitale. E’ la danza che scandisce i ritmi della vita: si danza prima
di un matrimonio così come si danza prima di una battaglia.
La cultura occidentale è sicuramente povera di queste danze di iniziazione: il
contesto viene plasmato, traslato e si arriva ad un cerimoniale differente, a
costumi diversi e a luoghi molto lontani ma il concetto di fondo rimane sempre
lo stesso: attraverso il ballo si entra nel mondo. Ecco quindi il gran ballo
delle debuttanti, questa sfarzosa cerimonia di ingresso ufficiale nella società
di una giovane dama guidata da un meraviglioso cavaliere.
Quella che era la danza tribale è diventata un ballo, un ballo fine a se stesso
che non è più un rituale: si balla per divertirsi fino a cadere addirittura nel
folklore.
E’ sicuramente difficile trascrivere sulla carta in versione uomo o donna i
movimenti anche della più semplice delle figure: è necessario un esame tecnico
approfondito che dimostri l’applicabilità di quello che viene descritto.
Il lavoro è stato impostato lasciando volutamente scoperti tutti quei fattori
personali, soggettivi, di libera interpretazione che rendono il modo di ballare
di ognuno cosi personale.
Le danze caraibiche richiedono quindi questo tipo di approccio.
La struttura musicale è dinamica, l’esecutore è chiamato a certi movimenti che
dovranno coinvolgere l’intero corpo ed ognuno dovrà contare su di una propria
scioltezza.
La danza necessita di interpretazione , di essere mimata e raccontata, si simula
il corteggiamento di un animale così come un duello oppure una guerra.
Le danze latino americane simboleggiano sicuramente appieno questa simbiosi: per
esempio il Paso Doble vede un uomo torero mentre un Blues è un triste ricordo
della condizione di schiavo. Schiavi che vennero portati a Cuba dagli spagnoli,
schiavi africani che fusero tutte le loro abitudini con i repertori cubani
tipici delle danze di campagna.
La tradizione cubana e caraibica presenta forti radici africane: il ballo è
sempre legato alla sfera religiosa, al lavoro quotidiano che viene esaltato
attraverso la danza.
In tutti i balli cubani è sempre presente una comunicazione costante di dolcezza
e sensualità all’interno della coppia che balla, che si perde in balli popolari
lenti e tranquilli cadenzati da strumenti a percussione da viole e da flauti.
Nei quartieri poveri si diffonde la rumba, legata ad un canto triste
accompagnato da strumenti improvvisati, cucchiai, zappe o casse di legno.
Sicuramente il più antico ballo dell’America Latina è il Merengue, il meno
cubano di tutti, quello che ha sicuramente profonde radici africane. Nel corso
dei tempi non ha mai subito modifiche: è rimasto intriso di sensualità, di una
forte carica erotica: è l’arma di seduzione, ricca di inventiva ed
improvvisazione, per corteggiare la dama.
La ricerca delle origini del salsa è decisamente difficoltosa. Tracce di questo
ballo si ritrovano nella tradizione musicale di molti paesi del centro e
sudamerica, dal Venezuela a Cuba, da Puerto Rico a Panama.
Anche dal punto di vista musicale il Salsa è un ritmo difficilmente
riconducibile ad un particolare periodo storico. Quasi sicuramente il salsa,
nella sua forma più antica, è nato a Cuba all’inizio del secolo. A questo punto
è necessario ricordare l’importanza del son nella cultura musicale cubana: da
questo ritmo hanno avuto origine molti popolari ritmi latini tra i quali la
guarancha, il mambo, la rumba ed il salsa.
Il son era un ballo sofisticato ed aristocratico che si ballava nella zona
metropolitana dell’isola, nei quartieri ricchi dell’Havana, mentre nelle
periferie come Matanzas (la città natale di Perez Prado) in cui c’era la più
alta concentrazione di schiavi africani i ritmi della giornata, dalla mattina
fino alla notte, erano scanditi dalla rumba.
I giovani cubani non gradivano più ballare il vecchio son cubano, lento e con
poche figure: si cercò quindi di renderne la musica più veloce e gradevole
aggiungendo anche i fiati ed il pianoforte e di inserire un gran numero di
figure libere che non snaturassero il senso originario del son cubano.
Come è accaduto per la maggior parte dei ritmi latini, anche il Salsa ha varcato
presto i confini cubani per approdare negli Stati Uniti. Nei primi anni quaranta
El Bario, il quartiere latino di New York popolato da portoghesi, venezuelani,
cubani, uruguaiani, panamensi e colombiani , diventa la culla di questo nuovo
ritmo in cui si fondono il son cubano con la rumba ed jazz americano: si inizia
a parlare di Salsa metropolitana.
I dirigenti delle più prestigiose case discografiche americane colsero subito la
potenza di questo nuovo ritmo: una miscela musicale entusiasmante, travolgente e
tanto esplosiva quanto inedita. Gli addetti ai lavori si trovarono in mano un
prodotto commerciale a cui mancava però l’etichetta: si trovò così un nome
facile da ricordare e simbolo di questa miscela musicale: Salsa.
Fra i grandi musicisti che portarono il Salsa ad altissimi livelli merita una
citazione Willie Colon, che personalizzò gli schemi cubani adeguandone il ritmo
alle esigenze di un ballo più veloce, allegro e soprattutto meno aristocratico.
Tito Puente, musicista newyorkese nato nel quartiere del Barrio, divenne il
signore indiscusso del salsa. Se a Celia Cruz va il merito di aver diffuso il
salsa negli Stati Uniti, i Fania All Stars, un gruppo formato dai migliori
musicisti latini, portò il salsa in giro per il mondo, conquistando persino gli
europei così legati al rock americano.