TIP TAP
Disciplina
Coordinatore Settore Pierluigi Marchetti
TIP TAP - TAP DANCE
La Tap Dance, per noi in Italia rinominata Tip Tap, è una parola onomatopeica perché riproduce il suono della scarpa battuta aritmicamente sul pavimento. Si tratta di una azione di percussione effettuata alternativamente col tacco e con la punta.
I balli basati sul passo “sonoro” tacco-punta, erano presenti in Europa già all’inizio del XIX secolo. Pare che la patria di questo tipo di ballo sia l’Irlanda, dove, già alla fine del 1500, si ballava la famosa “giga” (Jig), una danza di ritmo ternario, in tempo 6/8, che diventò danza di corte durante i secoli XVII e XVIII.
Il Tip Tap è stato creato combinando elementi di percussioni africane, e danzando con le tecniche di balli europei tipo il “Clog” Irlandese, attualmente molto conosciuto per lo spettacolo “Riverdance” e lo “Step Dancing”. Il Tip Tap trova origine nei bassi ceti, sviluppandosi attraverso “battaglie” competitive agli angoli delle strade fra immigrati irlandesi e schiavi africani.
Tra il 1600 ed il primo 1800 gli schiavi africani delle piantagioni svilupparono un tipo di danza ricollegabile al loro “Juba” (danza rituale religiosa africana accompagnata da ritmiche battute di mani, suoni e tamburi). Quando furono portati in America, fu loro vietato di praticare la loro religione, ed essendo le percussioni una parte integrante dei rituali, furono i battiti di mani e il percuotere il pavimento con i piedi a sostituire le originarie percussioni.
Indipendentemente dai nomi, diversi l’uno dall’altro, a seconda della regione geografica, la tecnica era sostanzialmente la stessa: utilizzare i piedi al posto degli strumenti di percussione. I nomi rimasti famosi, fra questi balli di varia origine, sono: Zapateado: figura presente nel Flamenco spagnolo; Giga Irlandese o Clog Dance, da cui è nato il Tip Tap.
Il periodo di massima fioritura di questa arte è stato tra il 1900 ed il 1955, quando era il tipo di danza principale nel Vaudeville e a Broadway. In quel periodo anche molte orchestre includevano tra i propri elementi dei ballerini di Tap: in quel tempo la Tap dance era detta “Jazz Dance”, perché il jazz era la musica con cui si esibivano i ballerini di Tap. Nel 1902 l’impresario Ned Wayburn portò la Tap dance sulle scene avviando un processo di interesse e curiosità attorno a questo modo di ballare. Con progressive modifiche, pulizia dei movimenti e creazione di passi nuovi si arrivò a ciò che fu definito “American Tap Dance”.
I ballerini assunsero una posizione più rilassata, elegante, e furono inseriti movimenti con le braccia e le spalle, inizialmente un po’ trascurate. Negli anni ’30, ’40, e ’50 i migliori artisti si spostarono dal Vaudeville al cinema ed alla televisione, da cui la notorietà di alcuni artisti anche nel nostro paese come Fred Astaire, Ginger Rogers, Gene Kelly o la famosa “riccioli d’oro” Shirley Tample. Grandi talenti come Bill “Bojangle” Robinson e John Bubbles aiutarono a definire regole e movimenti, e più tardi Hollywood popolarizzò il Tip Tap nel mondo con i famosi film di Fred Astaire, Nicholas Brothers, Elenor Powell ed altri grandi artisti.
Durante gli anni ’50 lo stile del ballo cambiò, ed il Tip Tap perse la sua popolarità nonostante continuasse ad essere praticato dagli amatori del genere. Negli anni ’60 la grande rinascita: eventi pubblici di rilievo riportarono alla ribalta questo particolarissimo ballo, che improvvisamente fu considerato una forma di arte più che di divertimento. Fu ripescato per film e spettacoli teatrali, portato nel mondo con concerti e i primi musical, ripreso anche a Broadway e nelle pellicole come Cotton Club, Steppin’out e Tap. In Europa il Tip Tap si diffuse attraverso spettacoli di palcoscenico e film hollywoodiani.
A partire dal novembre 1989, il 25 maggio è stata proclamata la giornata nazionale del Tip Tap, ed è celebrata con entusiasmo in tutti gli Stati Uniti. La scelta del giorno celebrativo è caduta in funzione della data di nascita di Bill “Bojangle” Robinson, il pioniere della Tap Dance moderna, data decisa a “tavolino” visto che di “Bojangle” non c’è documento che ne certifichi la data di nascita. Un particolare tecnico: i primi ballerini nel 1920 usavano scarpe con le suole di legno. L’inserimento di pezzi metallici sotto le suole arrivò più tardi ed in seguito, l’utilizzo dell’alluminio diventò lo standard.